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Il nuovo decennio presentò una discontinuità piuttosto netta rispetto a quello precedente e questo fu dovuto con ogni probabilità ad una serie di morti illustri: per citarne solo alcune, Jim Morrison, il leader-poeta dei Doors, Brian Jones, chitarrista e fondatore dei Rolling Stones, Jimi Hendrix, il mago della elettrica. Il cammino del rock prese varie strade iniziando a differenziarsi: i maggiori generi che nacquero in quegli anni furono l'"hard rock", il "progressive", lo "psichedelico", il "glam", il "punk".
Iniziamo con lo psichedelico, che fu in effetti il primo a presentarsi in quanto se ne trovavano chiare tracce già in tre album dei Beatles, "Revolver", "Rubber Soul", e "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band". Era legato al movimento "hippie" e alla Beat Generation, i cui esponenti si erano stanziati sulla West Coast americana; si inserirono a pieno titolo all'interno di questo genere le ricerche di Timothy Leary sugli effetti positivi che l'assunzione di droghe quali l'LSD avrebbe nei confronti dell'ispirazione artistica.
Passiamo ora all' hard rock, quello che per alcuni è l'unica forma di rock degna di questo appellativo; in effetti si trattò probabilmente dell'essenza più profonda e genuina dell'intero genere, e dalla sua evoluzione avrebbe avuto origine il metal, che con la sua miriade di sottogeneri attira ancora oggi milioni di fans in tutto il mondo. L'hard rock nasceva come versione incattivita del rock'n'roll anni Sessanta, ne era la naturale prosecuzione in fatto di temi trattati aggiungendo un uso più massiccio delle chitarre elettriche (con riff più spinte e graffianti), una batteria più potente, una voce esasperata e l'inserimento sempre più frequente di strumenti come la tastiera e l'organo elettrico. Derivando quanto di buono lasciato da artisti quali Rolling Stones, Kinks, The Who, ma anche Cream, King Crimson e lo stesso Jimi Hendrix, nei Seventies iniziarono a calcare le scene mondiali una serie di formazioni di grande successo: AC/DC, Led Zeppelin, Deep Purple, Black Sabbath, Slade, Uriah Heep, Thin Lizzy, Blue Oyster Cult, solo per citare le più celebri, il cui mito non è ancora svanito a distanza di oltre trent'anni.
Un'altra direzione molto importante intrapresa dal rock fu rappresentata dal progressive, che segnò un'era di contaminazione musicale mai vista prima: al rock si mischiarono blues, country, jazz, folk e persino classica. Le melodie divennero più complesse e raffinate e si iniziarono a inserire strumenti quali il flauto, il clarinetto, il sassofono, il contrabbasso, che non erano propriamente "rock"; i gruppi progessive erano più "intellettuali" rispetto a quelli hard rock ed erano fatti di musicisti che spesso provenivano da una formazione classica. I rappresentanti più illustri di questo genere furono, tra gli altri, Pink Floyd, Soft Machine, Yes, Van der Graaf Generator, Genesis, i quali introdussero scenografie complesse e visionarie (dopo l'uscita del leader-cantante Peter Gabriel il suo posto venne preso da Phil Collins), e Jethro Tull, guidati dal carisma del cantante-flautista Ian Anderson. Meritano infine una citazione i tedeschi Tangerine Dream, massimi portavoci della cosiddetta "Kosmische Musik", una sorta di progressive di stampo teutonico.
Contemporaneamente a questi filoni si sviluppò anche il glam rock, caratterizzato più che altro dalle scenografie imponenti degli spettacoli e dal look appariscente (pure troppo) dei suoi rappresentanti, il quale forse non raggiunse la fama degli altri ma vide tra gli interpreti musicisti della grandezza di David Bowie, il "Duca Bianco", e formazioni quali i Roxy Music del cantante Bryan Ferry, che incarna alla lettera lo spirito del dandysmo, e del tastierista, tra i migliori di sempre, Brian Eno; senza poi tralasciare artisti del calibro di Aerosmith, Alice Cooper, Kiss, New York Dolls, Slade, Sweet, T. Rex, il Lou Reed dopo l'uscita dai Velvet Underground (prodotto dallo stesso Bowie), e i Queen degli esordi, band che raggiunse il successo a livello mondiale grazie alla straordinaria voce di Freddie Mercury ma che ben presto si allontanò da questo genere per avvicinarsi ad un rock-pop più commerciale.
A partire dal 1977, inoltre, vide la luce una delle correnti ancora oggi più influenti soprattutto sui giovanissimi, il punk, il quale però si distaccò quasi subito dagli altri generi venendo ad assumere una propria fisionomia ben distinta; i maggiori esponenti di questa musica (e stile di vita) furono: Clash, Sex Pistols, Damned, Ramones, Iggy Pop degli Stooges, che arrivava tuttavia da un periodo glam e, più tardi, i Bad Religion. L'importanza storica del punk va probabilmente ricercata nel fatto che riportò il rock, fiaccato da anni di progressive all'insegna della ricerca della perfezione (di melodie sempre più sofisticate e dunque inevitabilmente troppo artificiose), alla crudezza e spontaneità delle origini, reintroducendo il vecchio schema voce-chitarra-basso-batteria.
Per finire è degno di menzione il genere cosiddetto West Coast, dal nome della regione in cui si sviluppò (la costa occidentale degli States). Esso tentava di fondere rock e country ed era legato al movimento "hippie", alle proteste studentesche nelle università californiane e alle marce della pace. I suoi esponenti di picco furono gruppi come Grateful Dead, Jefferson Airplane, Byrds, Buffalo Springfield, e musicisti dello spessore di David Crosby, Graham Nash, Stephen Stills e soprattutto Neil Young, l'unico che sopravvisse (musicalmente intendo) agli anni Settanta.
Sempre nei Seventies, forse il decennio magico del rock, va inserito "Tubular Bells", un disco di Mike Oldfield (prima produzione della neonata "Virgin Records") che può essere definito una sorta di "sinfonia rock" e divenne la colonna sonora del film "L'Esorcista". |